Bonifica di una contaminazione da oli minerali e metalli in un ex sito industriale

Dati del progetto
Committente: Società privata
Luogo e anno: Crescentino (VC), 2009-2012
Importo lavori: Euro 780'000,00
Tipo di incarico: Progettazione definitiva ed esecutiva.
Direzione lavori, CSP e CSE.

Caratteristiche principali

Presso il sito oggetto di bonifica è stata attuata una messa in sicurezza d'emergenza e, previa applicazione dell'analisi di rischio, un'intervento di bonifica accoppiando lo rimozione del terreno contaminato al biorisanamento in situ delle acque sotterranee.

Terminato il piano di monitoraggio post-operam, il sito ha ottenuto la Certificazione di avvenuta bonifica, ossia il riconoscimento dell'efficacia dell'intervento.

Descrizione

Premessa

Presso un ex stabilimento siderurgico è stato progettato e realizzato un intervento di bonifica per una contaminazione del suolo/sottosuolo e delle acque sotterranee da idrocarburi e metalli. Trattandosi di un'area di estensione inferiore a 1'000 mq, il procedimento è stato condotto secondo le procedure semplificate previste dall'art. 249 del D.Lgs. 152/06.

Messa in sicurezza d'emergenza

Gli interventi di messa in sicurezza di emergenza sono stati immediatamente avviati una volta emersa la potenziale contaminazione dell'area e via via completati con il proseguire delle indagini di caratterizzazione. Essi sono consistiti in:

  • asportazione e smaltimento con pompa aspirante degli idrocarburi presenti in una vasca interrata;
  • realizzazione di un sistema Pump&Treat per l'intercettazione del plume a valle del sito e il trattamento delle acque estratte
  • svuotamento e demolizione della vasca interrata, che costituiva la sorgente primaria di contaminazione
  • estrazione e smaltimento degli idrocarburi in fase libera surnatante mediante un sistema di oil skimming.

Obiettivi e strategia di intervento

Ai fini della progettazione operativa dell'intervento è stata applicata la procedura di analisi di rischio sito-specifica prevista dal D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.. Mediante tale procedura sono state determinate le concentrazioni soglia di rischio (CSR) per le matrici suolo-sottosuolo e acque sotterranee. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, sulla base delle migliori tecnologie disponibili è stata definita una duplice strategia di intervento:

  • scavo e smaltimento in discarica dei terreni contaminati;
  • biorisanamento in situ (enhanced bioremediation) delle acque sotterranee, mediante il dosaggio di nutriuenti e accettori di elettroni.

Enhanced Bioremediation

Il biorisanamento in situ di sostanze contaminanti è una tecnologia di bonifica che consiste nello stimolare in modo opportuno le popolazioni batteriche indigene, ovvero presenti naturalmente nell'acquifero, in modo da indurle a degradare l'inquinante. Tale stimolazione viene eseguita tramite somministrazione dall'esterno di sostanze nutrienti e di accettori di elettroni. Nel caso specifico, per stimolare l'attività dei microrganismi è stato dosato a fondo scavo un composto a formulazione brevettata, a base di perossido di magnesio intercalato con fosfato. Preliminarmente al biorisanamento in situ sono stati eliminati i fattori limitanti della tecnologia, mediante:

  • un'accurata rimozione dell'olio surnatante, con aspirazione da fondo scavo e installazione di oil skimmer nei piezometri del sito;
  • l'iniezione di un ossidante chimico, con lo scopo di desorbire dai terreni della frangia capillare gli idrocarburi meno solubili.

Una volta completato l'intervento di biorisanamento in situ, si è provveduto al rinterro dello stesso mediante terreno di riporto non contaminato ed al ripristino della pavimentazione dell'area, realizzando una platea in calcestruzzo armato, opportunamente sigillata lungo tutte le riprese dei getti. Al termine dell'intervento di bonifica, per rimuovere completamente una contaminazione residua della frangia capillare presente in prossimità dello scavo, è stato progettato e realizzato un ulteriore intervento di ossidazione chimica in situ. In particolare è stato iniettato in falda un prodotto ossidante brevettato, abbinato ad un sistema di estrazione, ossia l'emungimento attraverso autospurgo. La tecnica ha previsto l'utilizzo di un prodotto reagente con proprietà detergenti che, una volta iniettato in falda, ha consentito il desorbimento della massa adsorbita alla matrice solida e, quindi, il successivo recupero di quest'ultima mediante estrazione con autospurgo.

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